Il kapostipite,il 4 di spade e l'8 di coppe....

.....se sono normali non li vogliamo!!!!!

mercoledì 11 dicembre 2013

IL QUARTIERE COME PADRE...LA STRADA COME MADRE....











Niente strade…niente illuminazione….nessun amico…bande di 30 o 40 cani randagi che la facevano da padrone, perché erano loro i padroni, e c’era poco da fare.
Questo ero lo scenario che ci ritovammo di fronte quando, nel lontano 1982, traslocammo, e ci tasferimmo nella nuova casa, situata nell’allora sconosciuto quartiere Boschetto ( pare che il quartiere abbia preso il nome da un bosco presente lì secoli pima), dove, a parte noi e qualche altro condominio, non c’era poi granchè….
Piano piano arrivò tutto : elettricità, riscaldamento, persone, mezzi pubblici, strade, negozi…iniziarono a sparire la maggior parte dei cani…o, a voler essere più precisi, sparirono quelli a 4 zampe, per lasciare posto e spazio a quelli a 2, con il sottoscritto che propende, da sempre, per i primi!
Ma il quartiere era là, prima ancora di essere “ inventato “, prima ancora di essere costruito, ricostruito, ri – ricostruito, cambiato, modificato, e qualche volta violentato da troppe costruzioni e poco verde, da troppo mattone e tanto asfalto, che ne hanno fatto un luogo quasi ideale in cui vivere, e dove in molti, moltissimi si sono trasferiti, convinti che non era poi così male starci, poi così non lontano dal centro…
Il quartiere era là, pronto ad accoglierci, a farci crescere, come una sorta di genitore aggiunto, di quelli, però, che hanno con i “ loro “ figli un legame affettivo molto molto particolare, alcune volte bilaterale, altre volte in una direzione, solo andata, senza ritorno!!!
Siamo cresciuti per strada, c’è poco da fare, e non ci sono altre parole per dirlo….
E’ lì che siamo diventati uomini ( forse ) e donne, nel caso delle femminucce….non avevamo altre alternative, che fossero internet, cellulari ultra moderni, pc, X – Box, Playstation e passatempi simili!!! Era il nostro mondo, e ce lo tenevamo stretto, consapevoli che, nonostante la presenza delle nostre famiglie, queste ultime non ci avrebbero mai impedito di viverci il momento e il luogo come meglio credevamo, e come meglio non potevamo!!!
I più sfortunati, invece, avevano solo il quartiere su cui fare affidamento…vuoi a causa dell’assenza dovuta a vari motivi dei loro familiari veri e propri; vuoi perché la presenza di questi era solo fisica, e lo sbando era totale, e sotto tutti i punti di vista!!
Alcuni ce l’hanno fatta, ad altri invece è andata peggio….alcuni sono rimasti in prima linea, altri sono andati via, creandosi la loro prima linea da un’altra parte….alcuni sono stati o sono ancora dentro, altri hanno detto coraggiosamente no, e hanno preferito il sudore della fronte al guadagno facile…
Quando mi capita di camminare tra le strade di questo “ grande padre “, mi capita di sentire ancora le loro voci, le loro risate, gli schiamazzi ( bordello è la parola più adatta ), e torno indietro a quando tutto era più semplice, anche se ci sembrava maledetamente complicato!!!
Le prime risse, i primi amori, le prime sbronze, le prime sigarette, seguite a ruota dalle canne….i dispetti – tra pneumatici dell’auto bucate e cassette postali fatte saltare per aria -  al vicino rompipalle, che non ti permetteva di giocare a pallone sotto casa sua, e si “ permetteva “ di cazziarci, di mandarci via, ottenendo come unico risultato quello di incattivirci, e farci tornare subito dopo, e peggio di prima. Le prime costruzioni in legno, nelle campagne circostanti…i furti di olive da rivendere al migliore offerente… le sfide interminabili con gli altri quartieri, le scorribande con i motorini…i falò dell’8 dicembre…rivedo tutto questo, negli sguardi di chi quel periodo l’ha trascorso con me, o nel ricordo di chi non c’è più, per libera scelta, o perché il desino ha deciso così.
Eravamo in guerra, se mi passate l’espressioni non corretta, ma alla fine della giornata ci sentivamo in pace, perché avevamo goduto di quello che quelle strade avevano da offrirci, senza sconti, senza ricatti, senza tregua, giorno dopo giorno, a riempirti di situazioni e sensazioni che ancora oggi ci portiamo dietro, e hanno fatto di noi ciò che realmente siamo.
C’era anche la scuola….ebbene sì, eravamo obbligati….il minimo risultato col minimo sforzo, mi verrebbe da dire….perchè sapevamo che quello che volevamo imparare era da tutt’altra parte, ed era molto più interessante!!
E dietro ogni angolo, ogni traversa, ogni persona, ogni posto, c’era una storia da raccontare….dal tizio che picchiava la moglie e i figli, sbatteva la porta di casa e andava ad ubriacarsi, al vicino che rasentava l’illegalità mascherandosi da commerciante; da chi nell’illegalità ci era immerso fino al collo, a chi si spaccava la schiena tutti i giorni per portare il pane a casa; dal professionista al militare che faceva lo sceriffo o aveva intenzione di farlo; dal contadino che lavorava la terra per pochi spiccioli, a quello sfondato di soldi che, preso da egocentrismo ai massimi livelli, in maniera presuntuosa nemmeno ti salutava ( e ovviamente stava sul cazzo a tutti); da chi, avendo già 12 figli, pensava bene di scoparsi la figlia maggiore per averne un tredicesimo, a chi, con una famiglia numerosa, andava via dall’Italia perché, purtroppo, non ce la faceva ad andare avanti, e poi spediva i soldi a casa.
E c’erano gli sbandati, i tossici, le mignotte, gli onesti lavoratori, i padri di famiglia che andavano dall’amante o nei cinema proibiti, le coppiette clandestine che posavano una delle due auto per andarsene con l’altra, seguiti in bici da noi, che volevamo vedere o intravedere come si trombava, perché non potevi accontentarti solo dei classici giornaletti porno; c’erano le persone che si prendevano la briga di fermarsi a parlare con dei ragazzini pisciasotto per insegnare loro come si stava al mondo, insegnamenti che solo più tardi avremmo fatto nostri, perchè a quell’età non vuoi prediche da nessuno, perché non ne hai voglia, non ne hai il tempo.
C’erano le persone, soprattutto, tante, di tutti i tipi, di ogni estrazione sociale, ognuna con qualcosa da darti, ognuna con qualcosa da dirti, con dei minuti da regalarti, la cui importanza capirai solo quando quei minuti li utilizzerai per fare altro, costretto dalla quotidianità a non avere tempo nemmeno per un caffè.
C’era la semplicità nelle piccole cose, come la gioia per una gita fuori porta, o lo stupore per scoperte fatte e da tenere nascoste, o per un regalo, che magari non rispettava i parametri del bilancio familiare, ma ogni tanto uno sfizio uno poteva anche levarselo…
C’era chi tornava per le feste comandate, o per l’estate, con un accento diverso, più nordico, a ritrovare le proprie radici, alcuni consapevoli che le proprie radici te le porti appresso, altri, invece, arrabbiati e delusi per aver lasciato un posto nei confronti del quale, d’ora in poi, avrebbero avuto solo parole di disprezzo!!
Non sono di quelli che afferma che la sua generazione è migliore di quelle venute dopo, o di quelle presenti…non sono così presuntuoso, e sarei anche ignorante se lo dicessi, perché ognuno è figlio del suo tempo, e può avere la matematica certezza solo – e forse - di quello che è stato, ma non di quello che avrebbe potuto esssere!!
Ma la verità è che siamo cambiati tutti!!! Chi se n’è andato, chi è rimasto, chi è tornato…tutti abbiamo pagato dazio al tempo che passa, inesorabilmente, mettendoti di fronte situazioni che mai avresti pensato di vivere o di affrontare, alcune positive, altre negative, che hanno modificato nel corso degli anni il nostro modo di essere, di pensare, di comportarci…consapevoli che lì fuori c’era tutto un mondo da scoprire, un mondo che non ti aspettava, ma che era lì…e ti rendevi conto che il posto dove fino ad allora avevi vissuto, era, in piccolo,ciò che c’era fuori, come un modellino in scala appartenente ad un contenitore molto molto più grande, e spesso non eri tu a decidere se aprire quel contenitore, o lasciarlo chiuso, fidandoti solo di ciò che realmente conoscevi.
Stavamo semplicemente vivendo, ma non lo sapevamo; e nessuno ce lo aveva chiesto, perché nessuno te lo viene a chiedere, e nessuno te lo chiederà mai, ma soprattutto nessuno ti spiegherà mai come farlo.
Mi piace parlare dei tempi andati, senza nostaglia, senza tristezza, senza rimpianti…ma con tenerezza, ridendoci su, come una piccola pausa che prendi dal tran tran di tutti i giorni, sapendo che l’indomani si ricomincia, ed è giusto che sia così!! E devi trovare la forza per farlo, una forza che può venirti da tante cose….come ad esempio da un quartiere che ti ha fatto da padre, e dalla strada che ti ha fatto da madre….
Grazie a loro non siamo mai stati soli….grazie a loro, soli, non ci sentiremo mai!!!

CI HANNO INSEGNATO AD ESSERE AFFAMATI

CI HANNO INSEGNATO AD ESSERE FOLLI

UN KAPOSTIPITE “ IN PAUSA “

domenica 17 novembre 2013

A PROPOSITO...NON MI HANNO FATTO ENTRARE A SAN PIETRO!!!




Scrivendo per hobby e per passione, mi sono sempre chiesto non solo quali regole o stili di scrittura utilizzare, ma soprattutto da dove iniziare per raccontare una storia, un’esperienza, un viaggio….
Non avendo mai trovato delle risposte esaurienti, o non avendo avuto tempo e voglia per cercarle, ho fatto l’unica cosa che potevo permettermi di fare : scrivere, semplicemente….buttando giù ciò che dovevo tirare fuori, lasciandomi guidare dall’istinto più che dalla logica!! E non avendo ricevuto lamentele o denunce, ho continuato, perché di auto censurarmi non ne ho e non ne avevo  nessuna voglia.
Questo Post non fà distinzione; verrà scritto come sono stati scritti gli altri, dall’inizio alla fine, e cioè male, e senza seguire dei criteri precisi…per pigrizia, per consapevole ignoranza, o più semplicemente perché risulta così tutto molto più semplice.
Appena tornato….Roma e Siviglia le mete….difficili da descrivere, ardue da raccontare, dure da dimenticare…ma siamo qui, e ci proviamo….
E’ una vacanza, questa, che parte da lontano, e precisamente dal 2012, quando il sottoscritto comunicò ai suoi amici che voleva andare in Spagna!! Non Madrid, né Barcellona, né Palma di Maiorca piuttoso che Ibizia, e altre rinomate o sputtanatissime mete già viste da altri, e i cui resoconti ascoltati centinaia e centinaia di volte; Andalusia, era la meta decisa….Siviglia la città scelta, con eventuali e possibili puntatine verso Cordoba e Granada.
Viaggio, ahimè, andato a monte lo scorso anno per motivi che qui non elencherò…ma solo rimandato, per tesardaggine, o semplice voglia di evasione.
Roma è stato l’antipasto, o il dessert di fine cena – dipende dai punti di vista - , già visitata altre volte, ma un po’ trascurata negli ultimi anni ( 9, per la precisione)…abbiamo unito le due cose, e i classici due piccioni con una fava sono stati catturati!
Il Big e il Placido a farmi da guardie del corpo, da supporto, a dirmi “ Kapo siamo con te!!!”, sopportando il mio brutto carattere e il mio non esserci più con la testa, cosa che ci ha accomunato e ci accomuna da sempre!!!
Come si descrive un viaggio???...come ho anticipato prima, non l’ho mai saputo, o non ho mai voluto saperlo…e quindi scrivo, per farvi dispetto, per darvi fastidio, e perché in questi 20 minuti non ho niente di meglio da fare!
Una persona normale – e chi vi scrive non appartiene a questa categoria – vi elencherebbe i luoghi visitati, dal Colosseo al Pantheon, da Piazza del Popolo all’Alcazar, dalla Cattedrale alla Giralda, senza dimenticare Plaza de Toros, Plaza de Espana, e chi più ne ha più ne metta. Ma la fredda cronaca non mi è mai andata a genio…
Allora ho deciso di farmi trasportare dalle sensazioni provate…dal senso di impotenza di fronte alla genialità dell’essere umano, che qualche volta riesce a costruire qualcosa di straordinario, evitando poi nel tempo di distruggerlo, quando la genialità di cui sopra è stata tutta di altri; dalla mia sempre presente paura dell’aereo, che sarà il mezzo più comodo per viaggiare, ma non sarà mai il mio mezzo preferito per farlo( opinione personalissima e magari poco condivisibile); dall’avere occhi e sguardo diverso quando hai di fronte cose che non conosci, e che l’avidità, quella sana, quella positiva, nel caso ne esista una versione sana e positiva, ti porta a scattare più di 1300 fotografie, perché hai paura che ciò che vedi scappi da qualche parte, e lo perdi per sempre…cosa che, a mente fredda, ti rendi conto non possa accadere, perché è tutto impresso nella testa e nel cuore, e da lì nessuno potrà mandarle via.
Sensazioni, situazioni, attimi, che ti portano ad incrociare lo sguardo di un tuo amico, che vive un momento personale particolare, mai stato all’estero, mai stato fuori dall’Italia, e ti fai trascinare dal suo senso di stupore, dalla sua curiosità, dal suo voler conoscere dettagli e particolari di ogni cosa che vede, che mangia, che beve, e di ogni emozione che prova, visto che forse, quelle emozioni, difficilmente torneranno a breve.
E ti rendi conto che il suo momento – o per meglio dire i loro momenti, vsto che eravamo in 3 – sono anche i tuoi, e non puoi non condividerli, non puoi non farne parte o sentirti coinvolto, perché in fondo sei lì anche per quello, o soprattutto per quello!!!
Stacchi, ti allontani, ti abbandoni al posto in cui ti trovi, perché ne hai bisogno, perché saresti un coglione a non farlo, perché tutto ciò che va visto è lì sotto i tuoi occhi, e non puoi girarti dall’altra parte, perché tutto ciò che va provato, è dall’altra parte della stanchezza, dei problemi, della paura, e in questi casi puoi e devi guardare oltre, perché ne vale la pena, altrimenti è tutto inutile, è tutto vano…
Rubi quello che riesci a rubare….provi ciò che ti senti di provare….senti quello che hai la forza di sentire…ma comunque sei lì, e non puoi lasciarti sfuggire l’occasione, perché, almeno per ora, non ce ne sarà un’altra, o un’altra simile!!
Due cose non ho mai fatto nella mia vita prima di iniziare una vacanza, corta o lunga che sia : non mi sono mai illuso che potesse durare in eterno, pensando che prima o poi non dovessi tornare alla realtà, alla quotidianità, alle responsabilità che la vita ti mette davanti; non ho mai smesso di pensare che torni un po’ diverso da come sei partito…non migliore, né peggiore, ma diverso, con angoli smussati o resi più spigolosi, a seconda dei casi…con idee più chiare o più confuse…parti e sai chi sei, torni e sai ancora chi sei…ma nel mezzo qualcosa si altera, si modifica, ed è inevitabile che sia così, e mi preoccuperei se così non fosse!!
Ecco perché poi decido di scrivere….non solo per dispetto, per procurare fastidio, ma perchè ho bisogno di imprigionare tutto ciò che è stato, chiudendolo in un posto la cui chiave di accesso è a uso e consumo del sottoscritto, e solo del sottoscritto!!! Consapevole che non tutto va chiuso, e qualcosa va lasciata in libertà; e consapevole che non tutto può essere lasciato in libertà, ma qualcosa va custodita gelosamente, fino a quando decidi di condividerla…se deciderai di condividerla!!!
E dopo aver messo tutto nero su bianco, ti rendi conto, inevitabilmente, di dover dare ragione a te stesso, una volta tanto :  non so come si descrive un viaggio, un’esperienza, un luogo, un fatto…. Ma so come ci si sente, dopo essere stato lì!!
Appena tornato….Roma e Siviglia le mete….difficili da descrivere, ardue da raccontare, dure da dimenticare…ma siamo qui, e ci proviamo….ci abbiamo provato, miseramente fallendo, come spesso succede, ma va bene così…
Scrivo male, racconto peggio e commetto errori, uno dietro l’altro….e forse è per questo che non mi hanno fatto entrare a San Pietro….

SONO STATO AFFAMATO…
SONO STATO FOLLE…..

UN KAPOSTIPITE LASCIATO PER STRADA….



mercoledì 30 ottobre 2013

VIENI CON ME....STAVOLTA OFFRO IO!!!





Eccomi qua, a scriverti, perché mi son reso conto di aver “saltato un giro” il 5 marzo, rispetto agli anni scorsi…. Forse per pigrizia, per stanchezza, o più semplicemente per mancanza di tempo….

Eccomi qua, a scriverti, perché non ho rispettato il classico appuntamento annuale, durante il quale ti raccontavo di ciò che succedeva, la quotidianità a cui tanto ti sei interessato in passato – la nostra quotidianità, a scapito della tua – da padre, vero, nel bene e nel male, quale sei sempre stato; preoccupandoti di più di chi ti stava di fronte ( familiari e non, non aveva importanza), rispetto a quello che era buono per te, o che per te era conveniente, perché di ciò che era buono per te, non ti sei mai interessato più di tanto.

Eccomi qua, a buttare giù due righe, che alla fine non saranno proprio due due, in una serata in cui dovrei spegnere il pc, rilassarmi, e godermi un po’ di tv, o leggere un libro, o ascoltare un po’ di musica, di quella che ti ha sempre rotto i timpani, e che non ti è mai piaciuta…

Eccomi qua, a scriverti, perché di guardare la tv, francamente, non ne ho voglia; e per leggere c’è sempre tempo, e ogni posto è quello giusto per aprire un libro, ed estraniarsi, almeno per un po’…e una volta tanto posso anche rinunciare alla musica, perché sento il bisogno di non avere nulla nelle orecchie, mentre scrivo!

Eccomi qua, a dirti che ho già chiamato tua moglie e tua figlia, per sentire cosa stessero facendo, o cosa avessero fatto durante l’arco della giornata, per chiudere sempre e ogni giorno un cerchio all’interno del quale inseriamo tutto quello che non ci è andato a genio, e ridiamo di tutto ciò che, invece, è andato per il verso giusto( dovremmo fare il contrario, ma non sempre ci riusciamo); cercando di essere una specie – o una sottospecie, forse è più corretto – di punto di riferimento per loro, e per me stesso, rispondendo presente, sempre, perché è giusto che sia così…alcune volte riuscendoci, altre volte fallendo miseramente, ma senza mai smettere di provare….

Eccomi qua, a dirti che non si sono mai fermate, qualunque cosa accadesse, andando avanti, sempre, con forza, tenacia, convinzione e tenera testardaggine….e perché no paura, di quella buona, che ti fa stare all’erta, attento, senza abbassare la guardia, o almeno cercando di non abbassare la guardia; mettendosi a disposizione di chi per loro, ha la fortuna di meritarsele, quelle attenzioni; mettendosi a disposizione anche di chi, quelle attenzioni, a voler essere sinceri, non se le meritava…ma tant’è, è un difetto di famiglia, uno dei tanti….

Eccomi qua, a scriverti che i miei amici stanno bene, e mi fanno fare un sacco di risate, ricordandomi, se mai ce ne fosse bisogno, che la loro mano dalla mia spalla non è mai andata via, che la loro presenza non è mai venuta meno, nonostante il caratteraccio che ho, e che loro sopportano stoicamente!

Eccomi qua, a confessarti che non ho risolto proprio tutto tutto, così come ti avevo promesso, alcune volte per mia colpa, altre volte in maniera incolpevole; tranquillizzandoti sul fatto che, comunque, sto continuando a camminare, inciampando, cadendo, rialzandomi, consumando scarpe….ma non mi sono mai fermato…

Eccomi qua, a dirti che una volta tanto devi far finta che oggi sia il 5 marzo, e non il 29 ottobre, e che quell’appuntamento fisso a cui ti avevo abituato, e di cui ti parlavo all’inizio del post (non ho tempo per spiegarti cos’è un post), in realtà, c’è stato, e hai anche apprezzato…cosa che mai saprò, perché se non ti esprimevi da vivo….

Eccomi qua, a confermarti che di merda in giro ce n’è tanta, e la incontri spesso, dovunque, e devi semplicemente decidere come affrontarla ( tu lo facevi con signorilità, e alla fine avevi sempre ragione, o comunque avevi la ragione dalla tua)… perché se è vero come vero che non si può stare sempre in guerra, è anche vero che, anche quando non vuoi, la merda alcune volte ti viene a cercare, o ce l’hai lì, e fino ad allora forse non te ne rendevi conto, rimanendo sorpreso per non esserti accorto della “puzza”!! ( tu non eri volgare, io si, e molto….indi per cui scusami, ma hai capito il concetto)….

Eccomi qua, ad ammettere che stare al mondo non è mai una cosa facile, e mai lo sarà, perché nessuno te lo insegna, perché non ci sono corsi, spiegazioni o libretti delle istruzioni; e allora devi sbatterci la testa, prendere cazzotti in attesa di restituirli, cose che hai sempre cercato di farci evitare per paura che ci facessimo male, ma che, in fondo, non ti abbiamo mai permesso… perché si va avanti, con le cicatrici e non, perché tu hai fatto lo stesso….perchè tu avresti fatto lo stesso!!!

Eccomi qua, a dirti che il pesce di Bari ti sarebbe piaciuto, la focaccia anche, la passeggiata sul lungomare idem, per non parlare di riso patate e cozze…ma poi saresti voluto tornare a casa, visto che come casa tua, non c’era nulla di meglio…

Eccomi qua, a dirti che, in fondo, non sono cambiato, perché di me ho deciso, come sempre, di non raccontarti nulla…esseri “orsi” è un mestiere difficile, ma qualcuno deve pur farlo!! E forse non sono diventato migliore,  ma sono ancora in piedi, e non ho nessuna intenzione di sedermi, almeno non per ora ( mi son seduto solo dall’oculista!!! A proposito, dovrò portare gli occhiali…cazzo di guaio, a 38 anni!!).

Eccomi qua, a scriverti velocemente, e male, perché vado sempre di fretta, perché non ho mai tempo, perché è arrivato il momento di apporre la parola fine, e andarsene a nanna, sperando di spegnere un po’ il cervello, oltre che il computer….

Eccomi qua…ho finito…vieni con me…ti porto a fumare, ti porto a mangiare….e stavolta offro io!!!!

 

SEMPRE AFFAMATO….SEMPRE FOLLE….SEMPRE PRESENTE….

CI RISENTIAMO TRA UN ANNO….



domenica 16 giugno 2013

A MODO MIO, MA BRINDO....



… alla mia famiglia, e a tutto ciò che mi ha insegnato…
… ai miei amici, per le risate, gli abbracci al momento giusto o nel momento sbagliato, poco importa, il disordine, l’esserci sempre e comunque…
… a Hemingway, Bukowski, Fitzgerald, Steinbeck, Harris, De Carlo, Miller, Conrad, Kafka, Wilde, Hugo, e a tutti gli scrittori, che giorno dopo giorno, e da tanti anni, mi regalano qualcosa…
… ai fumetti, vera e propria fonte di cultura…
… agli aforismi…
… al bene e al male, al male e al bene, e a tutte le forme che possono assumere; il male, in particolare, perché così mi aiuta a ricordare che c’è anche l’altro lato della medaglia, tifando sempre per il bene…
… al rock and roll, alle note e ai gruppi che lo compongono, e a tutta quella musica che mi fa’ viaggiare, restando seduto, e con gli occhi chiusi…
… ai concerti, soprattutto a quelli che non ti “ spellano “ vivo, e ne son rimasti pochi…
… ai viaggi, per conoscere, per relax, per divertirsi, poco importa…
… a San Severo, la mia seconda mamma ( e non diteglielo alla prima, quella vera, anche se lo sa già)…
… alla Puglia, la mia Terra, la mia terza mamma!! Ho 3 mamme, sono fortunato…
… al Sud, e all’Italia, perché sono meridionale – e meridionalista – e italiano…
… al Rinascimento, al Risorgimento, alla Resistenza, a Dante Alighieri, a Galileo, a Giotto, a Michelangelo, a Leonardo…. non continuo, la lista sarebbe troppo lunga…
… alla birra, al rhum, allo spritz, al buon vino, ai cikketti e a tutto ciò che ti permette di fare un brindisi, in compagnia è meglio, alla faccia di chi ti vuol male addirittura sublime…
… al mare, alle scampagnate, alle arrostite di carne, alle mega mangiate di pesce, alla pennica sotto l’ombrellone, alla giocata a carte al lido, alla passeggiata sulla spiaggia, al bagno quando il sole se n’è andato…
… alla paposcia sul Gargano; al Gargano, che ci ha visti crescere…
… alla pizza, al cibo e alla cucina, e a chi non rinuncia ad assaggiar tutto; o più o meno tutto (mettetemi davanti un piatto di fave, e vedete dove ve lo BIP)…
… alle parolacce, quelle che ti fanno sentir meglio, anche se non bastano a farti sentir bene…
… alla sigaretta dopo il caffè…
… al rutillone!!! ( ai non sanseveresi farò dopo la traduzione, se vogliono)…
… alle mani sulla spalle, quelle silenziose, ma che ti dicono “ ok amico mio, io ci sono!!”…
… alle voci delle persone care al telefono…
… all’umiltà… alla semplicità… alla curiosità… e a chi mi arricchisce, non appena apre bocca, o anche se non la apre…
… a chi non si adegua, pensa da sé, sempre, e prosegue per la sua strada…
… a chi non si arrende, a chi s’è già arreso, ma almeno ci ha provato…
… all’opportunismo, alla falsità, all’ipocrisia, alla mediocrità, all’ignoranza, al bigottismo, al fanatismo, all’ostentazione, alla presunzione….perchè mi fanno ricordare ciò che non voglio essere…
… a chi non smette mai di provare, a chi non smette mai di cercare, anche se ha già trovato qualcosa, ma continua…
… al cinema e al teatro, da appassionato nel primo caso, da ignorante nel secondo…
… al sorriso di mia madre quando la prendo in giro; ai consigli e alla forza di mia sorella; alle storie di CHI non c’è più, e che porto con me, ovunque…
… alle amicizie, nuove e vecchie, poco conta, se c’è lealtà…
… all’essere, quando prende il sopravvento sull’apparire, ed è una rarità…
… all’essere umano, che è una meravigliosa opportunità…
… all’avere, se conquistato con merito e fatica…
… ai frà, mbà, combà, fratè, u frè, sosò…
… al “ Ciaciù, kitemmù, rikkiò, bastà, figghje d zò”…e a tutte quelle espressioni dialettali che ci aiutano a vivere meglio…
… al dialetto, che non vada mai perso…
… al lavoro, che è un diritto, e alla dignità ad esso connesso, e mi fermo qua…
… ai confronti che ti regalano qualcosa, al saper ascoltare, alle opinioni diverse, alla chiacchiera utile, e anche a quella inutile, ma senza invidia…
… al voler imparare nuove cose…
… alle donne, sia quando ci fanno innamorare, sia quando ci deludono; sia quando ci fanno ridere, sia quando ci fanno inkazzare; alle donne…
… al coraggio, e alla forza interiore, e a chi si mette in gioco, e a chi si rimette in gioco…
… alla fatica quotidiana…
… al mettere un piede dietro l’altro…
… agli animali…
… al sorriso di un bimbo…e ad una madre che allatta… e ad un papà che gioca…
… alle tradizioni, nelle quali identificarsi per andare avanti; all’innovazione, alle idee, alla tecnologia, se ti aiuta, e  non annulla i rapporti interpersonali…
… alla natura, soprattutto qunado la si rispetta, poco ahimè…
… allo sport, inteso come momento in cui ci si mette alla prova, per conoscere e cercare di superare i propri limiti; a quando viene usato come recupero, alternativa, speranza e opportunità, cose che, alcuni, hanno ormai perso…
… all’urlo di Tardelli ai mondiali del 1982; al rigore di Grosso a quelli del 2006; al dito alzato di Mennea dopo la vittoria delle olimpiadi ( ciao Pietro); alla faccia piena di sofferenza degli Abbagnale; alle braccia al cielo della Simeoni; a Carlton Myers che nasconde il pallone di basket dentro la maglia dopo aver vinto gli europei con la nazionale; alla perfezione di Yuri Chechi… ecc ecc ecc…
… alle possibilità, prime, seconde, terze… alle opportunità… a chi ce la fa’ da solo, a chi ce l’ha fatta, e a chi non ce la fa’…
… a chi fa’ delle scelte, e se ne prende la responsabilità…
… alle sagre e alle feste di quartiere…
… a chi riesce a ridere in 100 modi diversi, beato lui, o lei…
… a chi mi fa’ ridere, o mi ha fatto ridere, o mi ha regalato un sorriso, va ad ogni modo il mio grazie…
… a chi mi ha invitato a mangiare a casa sua, perché ha diviso il suo pane con me…
… ai baci, ai preliminari, al sesso, al corteggiamento, alla chimica, alle reazioni, alle scintille…
… all’amore, e alle sue mille sfaccettature; all’odio, e qui siamo, spesso, a duemila…
… a chi crede, non si sa a cosa, ma comunque crede ( e non sto parlando di religione)…
… a chi ha inventato il climatizzatore!!! Dategli il nobel, non so per cosa, ma dategli un kazzo di premio nobel…
… a chi non abbassa mai la guardia; a chi la abbassa al momento giusto, perché in quel caso non c’è nulla di male…
… all’ironìa, all’autoironìa, al sarcasmo…
… a chi non vuole retare fermo…
… al sentirsi stanchi per una ragione…
… a chi non si lamenta mai…
… a chi ti fa’ sentire importante…
… agli sguardi…
… ai “Ciao zio Felix”… oppure ai “Ciao kapo”…
… alla pisciata in compagnia, e ad una bella cagata al mattino presto…
… alla stitichezza mentale…
… a chi guarda oltre…
… alla scrittura; a chi sa scrivere, e a me che ci provo, con risultati piuttosto… ditelo Voi…
A tutto questo, e a molto altro, io brindo, in questa calda domenica di giugno….
A modo mio, ma brindo…


SIATE AFFAMATI… SIATE FOLLI…

UN KAPOSTIPITE, ORMAI, UBRIACO…




lunedì 29 aprile 2013

OGNUNO HA LA SUA STORIA DA RACCONTARE......




“Chiedo scusa se le faccio tutte queste domande, ma è la prima volta che prendo il treno….sono appena uscito di prigione e sto tornando a casa!!!”
Si giustificò così, il ragazzo che ho conosciuto in stazione qualche settimana fa, mentre entrambi tornavamo nella nostra provincia – quella di Foggia – partendo dal capoluogo….
Si giustificò così, dopo avermi chiesto se quello su cui eravamo fosse il binario giusto, se quello che stava partendo fosse il treno giusto, se lui avesse azzeccato il biglietto, o avesse dato informazioni sbagliate allo sportello ferroviario, o di contro fossero stati quelli dello sportello a commettere qualche errore.
Io lo tranquillizzai, dopo aver confrontato il numero del treno da prendere con quello scritto sui nostri biglietti….
Ci mettemmo a fumare, a chiacchierare del più e del meno, tra un annuncio all’altoparlante di treni sconosciuti, che sarebbero andati in posti più o meno conosciuti, mentre la polizia ferroviaria si avvicinava per controllare i documenti sia a lui che a me!!!
Capitammo nello stesso scompartimento, a cui lui passò davanti perché non aveva ancora capito che uno di quei numeri indicati sul biglietto, si riferiva al posto che aveva prenotato acquistando il biglietto stesso.
Era giovane….è giovane….e di sicuro non lo rivedrò più….e non mi disse per cosa finì dietro le sbarre, non scese nei dettagli….
“ Ho pagato ciò che dovevo, perché ho sbagliato, ma adesso viene la parte più dura!!! In carcere sai dove ti trovi e perché sei lì, fuori è un’altra storia!!!
Ci sono tutta una serie di situazioni che vanno gestite, la paura di non farcela, che si scontra con la voglia di ripartire; ed io sto cercando di ripartire, anche se nessuno mi ha indicato da che punto!!!”
Non si nascose dietro le solite frasi trite e ritrite…”E’ la società la vera colpevole…i miei genitori non mi capiscono….è colpa dell’avvocato….”…. non gli ho mai sentito cercare alibi del genere, in quasi 2 ore di viaggio….
“Vorrei gustarmi ciò che mi sono perso, e magari prendere il diploma, perché a scuola francamente non avevo nessuna voglia di andare!!!”
Ogni tanto parlava il dialetto foggiano, e io quello sanseverese, in mezzo a 4 romagnoli (credo) che ovviamente non stavano capendo una mazza di quello di cui discutevamo!! O forse capivano, ma facevano finta di niente, per discrezione, o per noia….
Aveva lo sguardo triste e curioso allo stesso tempo….lo sguardo di chi ha il desiderio, da tempo e per tanto tempo, di dormire con la luce accesa, senza vedere una minaccia per ogni ombra, o per ogni minimo rumore….
“E’ normale che la polizia ferroviaria mi abbia controllato i documenti…”
“Credimi, succede spesso anche a me….è la mia faccia brutta che li attira!!!”, gli risposi….
Lui rise….
Eravamo arrivati in quel di Foggia….
“Il mio viaggio finisce qua….”
“No, forse sta solo per iniziare da qua!!! Buon cammino”
“Grazie per la chiacchiera….”
“Grazie a te….”, perché mi hai arricchito, gli avrei voluto dire, ma non mi sembrava il caso!! Quindi lo ringraziai e proseguii per la mia strada….incrociando le dita per lui, e per me….
Scesi nella mia città….sapendo che anche nel posto in cui vivo da piccolo, ci sono tante storie come quella appena ascoltata, di gente che conosco o che ho conosciuto, e di gente di cui magari non ho mai notato l’esistenza….
Forse quel ragazzo era semplicemente un attore che si stava preparando per il suo prossimo spettacolo, e mi ha raccontato un sacco di balle; o forse mi ha detto la verità….fatto stà che mi ha alleggerito il viaggio, e arrivato a destinazione, la stanchezza era una cosa dimenticata!!!
Non devi mai dimenticarti di chi ti regala qualcosa, anche solo parlando….
Non devi mai dimenticarti, di chi ti fa “crescere”….
Lui lo ha fatto….perchè anche lui, aveva la sua storia.

SPERO CHE RIESCA AD ESSERE AFFAMATO….
SPERO CHE RIESCA AD ESSERE FOLLE….
NELLA GIUSTA DIREZIONE…..

UN KAPOSTIPITE QUALUNQUE…..

sabato 5 gennaio 2013

LA SAPEVA LUNGA, IL BUON VECCHIO HANK....




“A fine anno non tiro le somme, la matematica non è mai stat il mio forte. Spero di essere rimasto nel cuore di qualcuno, o contrariamente nel cestino della carta di qualcun'altro!!!”….

La sapeva lunga, il buon vecchio Hank(Charles Bukowski n.d.a., Hank per gli amici)….
Ho sempre amato questa frase, e non è la prima volta che la utilizzo sul blog o in altri sedi, perché rappresenta pienamente ciò che penso di chi si mette a tavolino, comodamente seduto, e sta lì, magari con carta e penna, a fare il classico bilancio di fine anno….ciò che ha fatto, ciò che vorrebbe fare, ciò che non avrebbe dovuto, o non avrebbe voluto!!!
Non che io, in passato, non abbia fatto lo stesso,anzi; ma crescendo tendi a modificare determinati atteggiamenti, nei confronti di persone e situazioni, che ti portano inevitabilmente a non tentare di dire a te stesso :”Ok, è il primo gennaio di questo nuovo anno che sta per iniziare, cominciamolo dicendo che voglio/vorrei questo, questo e quest’altro!!!”…..troppo facile, troppo aleatorio, e perdonatemi – per chi non sarà d’accordo – troppo banale!!!
O forse sarà la mia idiosincrasìa nei confronti di conti e bilanci a farla sempre da padrone, visto che anche a scuola in matematica ed economia aziendale andavo parecchio male!!(l’economia aziendale è un misto di ragioneria, tecnica amministrativa, calcolo….e magìa nera)…..
Badate bene, non c’è nulla di male a farsi coraggio dicendo di voler raggiungere degli obiettivi pre – determinati, ed è una cosa che, ammettiamolo, abbiamo più o meno fatto tutti!!ma resta discutibile , per quanto mi riguarda, il non farlo tutti i santi giorni, perché è tutti i santi giorni che abbiamo bisogno di quella spinta che ci permette di non accasciarci sulla sedia, rimanendo lì a guardare il soffitto!!!
Non sono di quelli che si aspettano un nuovo anno senza problemi!!!i problemi ci sono e ci saranno sempre….sono di quelli che si aspettano un nuovo anno pieno di forza per affrontarli quei problemi, quelle classiche sfide quotidiane che la vita ti mette di fronte, è che non puoi evitare;facendoti perdere tranquillità, dato che per la serenità ci stiamo ancora organizzando... ma la verità è che senza queste sfide saremmo morti, incapaci di trovare uno spazio tutto per noi, del tempo da concedere a noi stessi tra un porcaputtana e un altro!!!
Il 2012 è stato il classico anno in cui i momenti belli si sono alternati a quelli pesanti,come il 2011, il 2010, e come, del resto sarà, il 2013!!!i primi ci servono per ricordarci che non tutto è perduto, i secondi anche;sono sempre più convinto che, senza preoccupazioni, l’uomo sarebbe una specie di soprammobile, a cui togliere la polvere quotidianamente o quando serve, per non far rovinare ciò che di buono ancora rimane!!!e assieme a periodi di maggiore tranquillità, formano quel pacchetto completo che io chiamo “vivere”, a cui non puoi sottrarti, con tutti i pro e i contro del caso!!!
Per il sottoscritto, l’anno passato è servito a rafforzare legami già esistenti, a crearne altri, a fare nuove conoscenze(per le amicizie ci stiamo attrezzando, ma non sarà facile), a capire, altra cosa non facile, chi merita di far parte della nostra personalissima giostra, e chi invece può passare ed andare via come la pisciatina di un cane, da eliminare con un po’ di candeggina;cose che, d’altro canto, dovremmo poter fare sempre, ma spesso ci manca la giusta lucidità e la corretta obiettività!!!
Ci riflettevo proprio durante i festeggiamenti di capodanno(proprio perché uno non ha un kazzo da fare, verrebbe da dire)….quando mi sono ritrovato ad essere abbracciato dagli amici di sempre, quelli che nonostante tutto, e a prescindere da tutto, non mi hanno mai mollato, e sono sempre stati lì, a tiro di pacca sulla spalla, o di “Tranquillo che ci siamo noi!!”, a rafforzare qualcosa nata senza un perché tanti tanti anni fa, e che continua, in maniera un po’ più saltuaria del solito, ma continua!!
Sommerso dalle loro risate, le loro battute, il loro sostegno, che da sempre mi portano in un’altra dimensione, quella della lealtà, della correttezza, del semplicemente esserci senza chiedere nulla in cambio, dei vaffanculo gratuiti che durano il tempo di un cikketto e una birra, e poi spariscono, perché è giusto che sia così!!
E allora conti, bilanci ed equazioni su presunta felicità vanno a farsi fottere, o più semplicemente li mandi a farsi fottere, perché in quel momento non ti servono, non sono funzionali allo scopo, troppo freddi, troppo distaccati!!stringi a te le persone che per te hanno sempre avuto importanza, e che ti hanno dimostrato con i fatti – le chiacchiere se le porta il vento – chi conta e chi no, e non sto parlando di numeri!!e idealmente, il pensiero corre a chi non poteva esserci per svariati motivi, perché non tutti vivono qui,e non tutti son potuti tornare nella terra natìa, promettendoti di riconquistare quanto prima ciò che i km non ti hanno permesso di goderti!!!
E ti rendi conto – perché te ne rendi conto – che qualcuno lo perderai per strada(pazienza, sopravviveremo!!), e finirà in quel “cestino” di cui sopra;e altri, invece, li recupererai, perché dal tuo cuore non sono mai usciti, o sono usciti e rientrati dalla porta di servizio, senza che tu te ne accorgessi!!
E non te la senti di ridurre tutto questo ad una cifra, un traguardo, e decidi di vivere alla giornata, decidendo volta per volta chi di quella giornata dovrà far parte, e chi invece può tranquillamente aspettare fuori dalla porta!!!ponendoti traguardi quotidiani, o a breve termine, per sentirti vivo, coinvolto, pronto alla lotta e mai alla resa, perché su quelli a lungo termine non è dato sapere!!
…”nel cuore di qualcuno, o contrariamente nel cestino della carta di qualcun'altro!!!”….chissà, tra le persone che ho conosciuto, o che conoscevo già, dove sarò finito!!se nel cestino o nel cuore, o magari in qualche altro organo interno , sperando non sia l’intestino!!!in un caso o nell’altro, di sicuro non me lo verranno a dire, soprattutto nel caso di eliminazioni ad capocchiam, o motivate, ma motivate tenendo conto solo del loro personalissimo punto di vista!!!perchè spesso, anche sulle cose “a breve”, non è dato sapere…..
…”nel cuore di qualcuno, o contrariamente nel cestino della carta di qualcun'altro!!!”….la sapeva lunga quel vecchio pazzo di Hank!!!la sapeva lunga, il buon vecchio Hank…..

SIATE AFFAMATI…SIATE FOLLI…..

UN KAPOSTIPITE CHE ANCORA NON SA…..


mercoledì 12 dicembre 2012

SERVE A POCO.....




D’ìmpeto e senza pensarci su due volte, perché è così che m’è venuto, mentre stamane camminavo per strada, riducendomi ad una trottola che gira di qua e gira di là per i soliti servizi che ti riempiono la giornata, o almeno una parte di essa!!!
Ero lì a girare e pensare all’argomento di questo Post, da trattare con le pinze, perché non si tratta delle solite kazzate, o di quelle “dediche” per così dire speciali che ogni tanto mi concedo, anche per descrivere quello che è il mio mondo!!!
E state pur certi che stavolta non sarà un articolo di quelli lunghi, da 2 o 3 pagine, ironicamente tristi o tristemente ironici, perché le cose d’emblèe non lo sono quasi mai….
Camminavo, e riflettevo e riflettevo sull’ennesima vita spezzata – non so il numero preciso negli ultimi 2 anni, ma tant’è…- , ad un altro ragazzo che è stato ingurgitato dall’asfalto, ingoiato dalla solita strada statale che circonda la mia città, (in direzione Foggia, Torremaggiore o Lesina Marina poco importa), che non ammette repliche, non ti dà la possibilità di scegliere, alla prima mossa sbagliata, alla prima distrazione, non ti concede il diritto di difenderti, perché non sei in un processo, non sei imputato di nulla(o forse lo sei a tua insaputa), ma la sentenza ti arriva lo stesso,e non puoi appellarti, perché non te ne danno l’occasione!!!!
E ti rendi conto che è un copione già scritto, perché mentre sei lì a fare qualcos’altro, ti arriva la notizia tra capo e collo, con tutte le sue inesattezze, le dinamiche sbagliate, il nome o i nomi da accertare….e a cavallo dell’accaduto, assisti ad uno stillicidio di commenti, spesso inutili e fuori luogo, che non fanno altro che infastidirti, non fanno altro che infastidirmi!!!e ti accorgi che serve a poco chiedersi quanti anni aveva o avessero….serve a poco chiedersi com’è successo….serve a poco stare lì a dire e dirsi che forse correva, o forse correva qualcun altro, o la strada era bagnata, o non doveva essere lì, o non ci voleva andare, o voleva andarci col pullman….onestamente serve a poco!!!
Serve a poco rendersi conto solo in questi momenti che la vita è effimera, è breve, che va goduta e vissuta, che oggi ci siamo e domani no, che siamo tutti sulla stessa barca, e tutte quelle banalità che vengono fuori in casi come questo, che dovrebbero far parte del tuo personalissimo quotidiano, ma che spesso restano lì, in attesa della prossima tragedia, del prossimo “caso umano”, del prossimo “Ma io lo conoscevo, e ci siamo salutati proprio l’altro giorno!!!”….
Basta poco ad abituarsi a vite spezzate, dazi amari da mandar giù, che le nostre città  pagano periodicamente, stando lì in maniera sonnecchiosa a far finta di niente, come se mandassero i loro figli in giro per poi riprenderseli senza chiederne l’autorizzazione….e forse la tragedia stà proprio nel fare l’abitudine a tutto questo, girandosi dall’altra parte, pensando “speriamo che non capiti mai a me o alle persone a cui tengo!!!”, pensiero che a tutti, almeno una volta nella nostra vita, ci ha attraversato la mente, più per paura che per altro….
Servono a poco i commenti da fenomeno, quelli che meriterebbero disprezzo e indifferenza, e invece ti fanno attorcigliare le budella, e cerchi di star calmo, perché non è il caso, ti dici, ti ripeti..
Serve a poco chiedersi se conoscevi l’ultima vittima, o quella precedente, o quella precedente ancora, perché sono nati e cresciuti dove sei nato e cresciuto tu, amando le stesse tradizioni, affrontando gli stessi problemi, camminando per le stesse strade, respirando la stessa aria….
Serve a poco chiedersi che puoi dire o cosa si dice in questi casi, perché forse la cosa migliore è non dire niente, nulla, tapparsi la bocca, rimanere in silenzio, che credo – opinione personalissima e poco condivisibile – sia la forma di rispetto più bella che si possa avere, e che si dovrebbe avere, quando le strade ti presentano il conto, e le famiglie della tua città, quel conto, lo stanno già pagando!!!
Servirà a poco…..ma è quello che dovremmo fare…..

SIATE AFFAMATI….SIATE FOLLI…..

A proposito….si chiamava Fabio,e non lo conoscevo….

giovedì 8 novembre 2012

LORO SONO LO SHUTTLE STAFF....NON VANNO SULLA LUNA, MA E' DA LI' CHE VI STANNO GUARDANDO!!!



A DOTTO/BRONTOLO, A BIBI, AL SERGENTE ISTRUTTORE, A WARMACHINE, A GOTTI, A FOSSETTA, A CARTOON, A SKEGGIA, AL CHERUBINO, A RINGHIO, A SOHI…
QUESTO POST E’ INTERAMENTE DEDICATO A LORO….

DOTTO/BRONTOLO : Il mio braccio destro!!ha 2 soprannomi : il primo è dovuto al fatto che è la classica persona a 360 gradi, piena di interessi e con una cultura più o meno immensa; il secondo è l’estensione quasi naturale del primo, perché poi scoppia ed inizia a borbottare come una pentola a pressione!!!i problemi sorgono quando le 2 anime si incontrano, e la senti esclamare :”Però Feli, è peccata a me!!!”…e io rido, perché se lei non fosse così, non potrebbe essere in nessun’altra maniera(o almeno io non riesco ad immaginarmela in nessun’altro modo!!!). E’ grande, la mia amica Domi, che non è il diminutivo di Domenica, e tanto basta!!!è grande perché è un bel libro da andare a leggere, belle pagine da sfogliare, il classico libro che decide lui(in questo caso lei) se essere letto oppure no, e che non si fa scegliere!!!ma se hai la fortuna di “avercelo sul comodino” non puoi non leggerne almeno un pezzetto tutte le sere, perché solo così ti sentirai più ricco!!!è grande la mia amica Domi, perché riesce ad essere con te anche quando non c’è….
BIBI : Il mio braccio sinistro!!l’anarchia applicata ai WELCOME e ai WELCOME BACK!!è il calciatore che ti fa vincere la partita(ora mi starà odiando), o Jimi Hendrix che brucia la sua Fender Stratocaster sul palco dinanzi al pubblico in delirio durante l’esecuzione di Purple Haze, che giustifica il prezzo del biglietto(dite che ho recuperato un po’??)!può essere tutto e il contrario di tutto, e se ne sono accorti anche i nostri autisti, di cui ormai sa vita, morte e miracoli!!io, lei e Dotto non possiamo stare nella stessa postazione, perché ci caccerebbero, perché basterebbe uno sguardo per far affondare una nave intera!!ma BIBI, c’è sempre stata, al mio fianco, e questo, lo ammetto, mi ha reso migliore!!!”Hai più palle tu….”, e la continua la sai già!!!”Mannaggia a te!!!”…mi dirà quasi sicuramente!!!tranquilli, sta continuando ad odiarmi, col sorriso da monella che ha sempre avuto!!!ha avuto da mia madre il permesso di darmi “le botte”!!!e risolverà il tutto dicendomi “Felix….andiamo a fumare!!!”….
SERGENTE ISTRUTTORE : se scoppiasse la guera del turismo, la vorrei accanto a me, in prima linea, col suo sguardo deciso ed indagatore, e i suoi commenti disarmanti!!quando facciamo riunione(briefing per i più chic!!!), le chiedo :”Sergente è pronta a menare mazzate a tutti coloro che mi daranno fastidio???”, e lei,secca :”Eccerto(tutto attaccato)!!!”, senza colpo ferire, e senza nessun tipo di problema!!al desk è brava, agli shuttle pure, e in centro non ne parliamo;funziona dovunque e comunque, perché è una costante, e non sbaglia una mossa(e ha una pazienza non indifferente, visto che ha aspettato mesi e mesi per avere da noi il regalo del matrimonio!!a momenti diventava mamma!!!);ho sempre potuto contare su di lei e quindi anche a lei dico GRAZIE, per avermi sopportato e supportato, senza bisogno di tante chiacchiere, ma sempre con quella stima e rispetto reciproci ed imprescindibili, che ci vogliono per andare “in guerra” assieme!!!
WARMACHINE : è quella che più di tutte, bonariamente e simpaticamente, mi ha fatto inkazzare!! Il perché???se la sera prima finiva tardi con l’altro lavoro, con pochissime ore di sonno veniva a lavorare lo stesso; con l’influenza, veniva a lavorare lo stesso; con il piede gonfio, veniva a lavorare lo stesso!!un giorno le ho detto che non poteva sbattersi così, ma poi un po’ me ne sono pentito, perché seduta su una sedia, proprio non riuscirebbe a stare, anzi non ce la vedrei, perché diventerebbe un’altra persona!!solare nonostante la stanchezza, allegra, socievole, tra un abbraccio e una sigaretta, una coccola e una chiacchiera, anche lei s’è fatta conoscere ed apprezzare da chi vi scrive, con una discrezione al limite della timidezza, e una cultura del lavoro da far invidia a molti!!Ryanair ha cercato di portarcela via, ma ha fallito!!ed io, egoisticamente, ne sono contento!! E nel suo caso, sono contento di fare l’egoista!!quando ce vo….ce vo!!!se ci vuole bene???non serve chiederglielo, tanto ce lo ha dimostrato!!!non cambiare mai, piccola ed inesauribile WARMACHINE!!!
GOTTI : Se penso a lei l’anno scorso, e penso a lei quest’anno, dico senza timore di essere smentito che ho lavorato con 2 persone diverse!!professionalmente, migliore la GOTTI di quest’anno;dal punto di vista umano, meravigliose entrambe!!senza mai lamentarsi, ha fatto ciò che doveva, con quel sorriso che solo una 20enne può e deve avere(io a 20 anni ero sempre sbronzo, e non solo a 20); continua così, a migliorare, a migliorarti, ad incuriosirti per le cose che ti stanno attorno, anche quelle meno giuste, meno comprensibili; continua a farti domande che, magari, non avranno risposte, o non avranno risposte immediate, perché si cresce anche così, o forse solo così!!!continua ad essere la Gotti che si fa coccolare, a cui sbagliano il nome, e ci ride su, perché capirai, un giorno, che quel sorriso è un’arma…e tu, mi raccomando, quell’arma non deporla mai!!!continua Gotti, e non ti fermare!!!perchè un giorno, chi lo sa, la coordinator diventerà supervisor….e GRAZIE ANCHE A TE…..
FOSSETTA : “Noooo,io questo lavoro non lo farò mai!!non è per me, non ne sono capace!!”, pensava tra se mentre eravamo al corso quest’inverno, con sguardo impaurito e poco convinto!!E ora??no,dico, rispondimi…e ora???e ora eccola là, forte, decisa, sicura, a comandare la viabilità di fronte la camera di commercio, tra trenini rompipalle, tassisti cazzoni, turisti insopportabili e crew che ci provavano!!mica scemo Juanito, il pianista della Splendour che voleva portarsela in Messico! Ma non ha fatto i conti con noi, non ha fatto i conti con me, perché non gliel’avrei mai “regalata”! testarda il giusto(alcune volte anche troppo), dolcissima con chi lo merita, le nostre telefonate porto – centro – porto rimarranno nella storia!!dolce e con le palle, un profitterols con le fossette….e l’accento brindisino!!non fatele i complimenti in pubblico, non lo sopporterebbe!!non ditele che le volete bene, in quel momento vi odierebbe…prima di allargare le voragini che ha sulle guance, diventare rossa, e, salutandovi ,esclamerà”Stu scemu,piantala di dire baggianate!!”…..
CARTOON : Palese aveva un fumetto, e non lo sapeva!!noi avevamo un cartone animato, e ce ne siamo accorti solo cammin facendo!!in realtà, è una forza della natura, un moto perpetuo in continuo movimento, una mini locomotiva, fisica e verbale(SHUTTLE TICKETS ON YOUR LEFT,SHUTTLE SERVICE ON YOUR RIGHT!!)…al terminal non la sopportano più,noi invece la amiamo, per la sua simpatia,e la sua umiltà!!i suoi abbracci a fine scalo, seguiti da “Grazie Capo!!”, mi riempivano d’orgoglio e di tenerezza, perché la sua voglia di imparare non s’è mai spenta!!”Questa cosa non posso mangiarla, sono insofferente al lattosio!!”, mi disse un giorno durante un aperitivo!!caro lattosio, non sai che cazzo ti 6 perso!!!un giorno te lo racconteremo, se ne avrai voglia, e soprattutto, se ne avremo voglia noi!!!GRAZIE DI TUTTO, piccola inimitabile CARTOON!!
SKEGGIA : se arrivando al porto di Bari, zona Terminal Crociere, sentirete ad un certo punto esclamare “Buongiorno e benvenuti!!” da uno scriciolo coi capelli lunghi, gli occhi neri e vispi, e lo sguardo dolce, allora vorrà dire che siete di fronte alla mitica SKEGGIA(auè,mani a posto non vi allargate!!)….no tranquilli,vi sto solo avvisando, perché per quanto mi riguarda, il saluto di quest’altra fonte inesauribile di sorprese nei confronti del sottoscritto, era:”Feeelixxxx……me lo dai un bacino???”!!....come fai a dirle di no?!?!?come fai, dinanzi a tanta volontà, a tanta bravura, a tanta insicurezza(e non ti arrabbiare ora!!), a rimanere immobile, e a non sorridere, e, soprattutto, a non farti conquistare?!?lei ci è riuscita, in punta di piedi, con educazione, con dolcezza, con qualche svenimento dovuto al caldo(per forza,pesa 20 kg!!), con l’impegno, con quella capacità che non ti aspetti, e che invece è lì, sotto i tuoi occhi, e saresti cieco e stupido a non accorgertene!!”Si si lo so Felix,dovrei fare un passo avanti invece di uno indietro!!”….e allora io le dico, approfittando di queste pagine “Ehi Skeggia, a prescindere dal fatto che tu faccia o meno quel famoso passo in avanti, a noi, sta tranquilla, piaci già così!!e ora, dammi un bacino….”!!e voi, invece, mani a posto….e che nessuno tocchi la mia Skeggia!!!
IL CHERUBINO : perché Il Cherubino???ehm…no.. non ve lo dico!!!se ve la ritroverete davanti, allora capirete, tranne quando si veste da zombie per halloween, e poi va a finire che somiglia ad Alex, il protagonista del film Arancia Meccanica!!!ma, skerzi a parte, lei è la classica persona da poche chiacchiere molti fatti e paura per niente!!come lo so???al suo primo giorno di lavoro al terminal, ad un certo punto esclamò:”Felix,mi sa che ho combinato un casino!!”, con quel coraggio che in molti, ammettiamolo, non avrebbero avuto!!le cambiai postazione per farla riprendere e al tempo stesso imparare cose nuove;e volete sapere qual è stato il risultato???non ha più sbagliato nulla!!!ma proprio nulla!!se fosse sul palco per un concerto, le chiederebbero il bis tante di quelle volte, che non sarebbe più un bis, ma un nuovo concerto!!!poliedrica come solo poche persone sanno essere, s’è guadagnata la stima professionale ed umana di chi con lei ha lavorato, e vi assicuro che spesso s’è ritrovata a fare shuttle con navi molto molto impegnative!!ma voi questo non glielo riferite, perché potrebbe rispondervi”Andate a raccogliere i ricci col culo!!!”, seguito da un sorriso, una linguaccia….e lo sguardo di Alex, che si veste da Cherubino prima di halloween!!
RINGHIO : ha iniziato brindando(al corso portò una bottiglia per festeggiare la laurea);ha finito brindando(la bottiglia, stavolta, l’ha portata al terminal,perché era in partenza);in mezzo, qualche grrrr alla crew, qualcun altro ai turisti, qualcuno a me(la bottiglia, tra poco, me la da in testa!!), e da contorno un po’ di lentiggini, e 2 occhioni grandi e dolci, che vi fanno capire chi è in realtà! precisa, puntuale, brava, meticolosa, con una voglia di imparare e scoprire cose nuove che la portano a lavorare bene in ogni situazione!!come potete notare, il soprannome che le ho affibbiato la rappresenta si e no al 10%...perchè lei è come un iceberg, il che non vuol dire fredda, glaciale o priva di sentimenti, anzi tutto il contrario….dell’iceberg vedi solo quel poco che fuoriesce dall’acqua, ma la parte più bella è quella che sta sotto, quella che non vedi!!!e se vuoi conoscerla, se vuoi conoscerla davvero, devi imparare a nuotare, devi essere pronto a bagnarti, ad andare sott’acqua con gli occhi aperti, e guardare oltre!!!io, e non solo io, qualche bracciata l’ho già data…e sono sicuro che non affogheremo!!non chiedetele delle sue “attitudes”, perché il salvagente non ve lo lancerà!!chiedetele di parlare francese, e lei, sorridendo,(forse) vi risponderà…..
SOHI : “Alizadegannnnnn!!!”, esclamavo quando la vedevo sfrecciare, correndo da una postazione all’altra del turn per dare il cambio a qualche collega!!come mi rispondeva???sorridendo, che domande fate?!?!iniziò con me, perché anche lei, come altre, doveva far parte del mio staff, e anche lei, come altre(scusate se mi ripeto)data la sua poliedricità, nel momento del bisogno è stata adottata da altri settori, con sorpresa più o meno generale, in primis la sua!!solo che, un bel giorno, le diedero un microfono in mano, e le dissero”Vai in aereoporto, che c’è il transfer per gli imbarchi da fare!!”….lei alzò gli occhi al cielo e rispose ok!!!ma, una volta terminata la fatica lavorativa, mi raggiunse davanti alla mia postazione, e esclamò:”Felix, ti giuro, mi tremava la voce!!!”, con una tenerezza che ancora oggi non ho dimenticato!!e da allora, non ha mai mancato di vernirmi a salutare mentre facevo accoglienza, con la scusa della chiacchiera – personale e non - , della sigaretta post – lavoro, e del classico “ti racconto com’è andata in aereoporto!!”….sempre con quel sorriso e quegli occhi curiosi che, me lo auguro fortemente, non spegnerà mai!!!i traghetti non le bastavano….è passata alle navi da crociera!!un giorno, forse, dirotterà un aereo, chi lo sa….

AL CARO LETTORE

Caro Lettore, scusa se ti do del tu, ma sappi che ti ho appena presentato, infrangendo parzialmente una promessa fatta a me stesso, lo SHUTTLE STAFF, che si occupava dello SHUTTLE SERVICE, compilando lo SHUTTLE LOG, facendo partire lo SHUTTLE BUS!!e, nonostante la costante presenza della parola shuttle, loro non vanno sulla luna, ma è da lì che ti stanno guardando!!!
Queste sono le persone, caro lettore, con cui, per l’intera stagione, o una parte anche minima di essa, ho condiviso un lavoro fatto di 40 e passa gradi, di caldo, di vento, di sete, di bisogni fisiologici più o meno(anzi,quasi sempre)rimandati, di pioggia, di turisti distratti e poco educati, di tassisti coglioni e mai educati, di confronti importanti e mai banali, di risate a crepapelle e mai chiassose…sta tranquillo lettore, non mordono, se non in particolari occasioni, e con particolari soggetti!!!
Ho cercato, fallendo miseramente, di descrivertele in poche righe, dando risalto a ciò che sono sul lavoro e, al tempo stesso, a ciò che ti fanno capire di essere anche nella vita privata;ma la verità è che se vuoi farti davvero un’idea, devi stare al loro fianco, a dare e prendere cazzotti, a fare quel lavoro sporco che non tutti sono in grado di fare, a fare quel lavoro sporco che non tutti vorrebbero fare, perché di sporcarsi le mani, non tutti, ammettiamolo, hanno voglia!!!forse il mio tentativo è fallito perché non sono un bravo scrittore,e ancor di più un bravo narratore, o più semplicemente perché non sono né uno scrittore, né un narratore…sono stato il loro supervisore, che riceveva complimenti immeritati perché LORO mandavano avanti la baracca, per il lavoro da LORO svolto, ed è a LORO che andrebbe l’applauso più lungo, quello fragoroso, quello da un quarto d’ora e passa, quello alla fine del quale si chiede solitamente il bis, anche se il bis non verrà concesso!!ma l’applauso non ci sarà, non certo per demeriti, ma perché a LORO, l’applauso pubblico, la pubblica celebrazione, il ringraziamento scontato, francamente, non interessa!!
Non hanno mai chiesto nulla, né privilegi, perché è la fatica che ti rende migliore; né visite guidate a bordo, perché è a terra che c’è la vera battaglia; né qualcosa da mangiare o da bere, perché pur di non domandare, alzavano il culetto e se lo andavano a prendere!!perchè loro non chiedono, fanno, agiscono, e non si fanno investire, e di certo non si lasciano pregare!!e alla fine della giornata mi sentivo migliore, più ricco, più motivato, più voglioso che mai di ricominciare, grazie ai loro sorrisi, alle loro vite che settimanalmente mi regalavano, ai loro abbracci, alle loro coccole, ai loro “Ciao Felix!!”….e i 150 km che mi separavano da casa, mi sembravano all’impovviso più leggeri, meno pesanti del solito, perché con la mente tornavo a ciò che assieme avevamo fatto il giorno prima(non tutto, ovviamente, può essere raccontato)!!e così, anche uno sciopero, una rivolta, l’assenza di aria condizionata, un incendio sui binari, la rottura di una locomotiva o un ritardo, venivano affrontati da chi ti scrive in maniera diversa, sia all’andata che al ritorno, salvo il preservarmi il sacrosanto diritto di lanciare qualche kitemmurt per tutto quello che mi era appena accaduto!!!
E una volta tanto, non sono qui a scrivere per imprigionare i miei personalissimi dèmoni, ma per descrivere chi, domenica dopo domenica, è stato lì con me a farsi il culo, già sapendo che alcune di loro mi staranno simpaticamente deridendo, e altre ancora si staranno commuovendo(mi sembra di vedervi shuttle bimbe davanti al pc….mi sembra di vedervi)!!sono qui a scrivere per rendere il giusto omaggio a chi un ringraziamento non l’ha mai chiesto, per dare a queste ragazze la vetrina che meritano, una vetrina personalissima e forse nemmeno molto bella, ma sincera, leale, corretta, che sono le 3 cose che ho sempre cercato di garantire nei nostri rapporti interpersonali, alcune volte riuscendoci, altre volte sbagliando, perché anche io sono un essere umano!!sono qui a scrivere col cuore in mano perché, di persona, non avrei mai il coraggio di mettermi a nudo(sono già brutto vestito, figuriamoci!!!), non avrei mai il coraggio di dire loro ciò che in queste pagine è stato appena scritto e descritto, per pudore, per gelosìa dei propri sentimenti, o più semplicemente perché andiamo sempre di fretta, e tempo, per tutto questo, francamente non ce n’è!!!
Tante volte ho detto che andrebbero clonate!!!ma non avrebbe molto senso, perché quando hai gli “originali”, mi spieghi che te ne fai dei cloni???tante volte, alla fine di uno scalo, mandavo loro degli sms per fare il sunto e il punto del lavoro fatto assieme durante la giornata, rendendomi conto col passare dei giorni che non avevo più molto da scrivere,ma non perché mi mancassero le parole, anzi….ma cosa vuoi dire più a chi, ormai, fa quello che deve senza bisogno di richieste, senza bisogno di fare domande e cercare risposte, senza mai dire “però, questa cosa non va!!”, perché sono le classiche persone che se una cosa non va, cercano di risolverla!!!
E allora, quando la gratificazione deriva dall’aver percorso con fatica la stessa strada per mesi, deriva dall’aver versato lo stesso sudore, aver condiviso le stesse risate, aver affrontato gli stessi problemi, va a finire che la cosa migliore è evitare squilli di tromba, cori da stadio, complimenti scontati e quant’altro, perché in tutta onestà, non credo che a loro interessi più di tanto, e non credo che a me interessi più di tanto!!!mi hanno offerto i loro sorrisi, la loro attenzione, le loro mani sulle spalle, il loro essere involontariamente un esempio da seguire, perché sono gli esempi migliori che possiate seguire…e questo, ti assicuro lettore, è il più grande regalo che potessero farmi!!!
Un giorno Warmachine disse:”La Royal non si rende conto che le cose più belle le ha create a terra!!!”;a distanza di un anno devo nuovamente darle ragione….e allora ogni 15 minuti, 10 dollari, l’ultima alle 18.30….e, mi raccomando, facciamoli marciare, e andiamo via veloci… perché noi iniziamo per primi e finiamo per ultimi….e abbiamo troppo da fare!!!
Sono qui a scriverti, caro lettore, perché ti ho appena presentato lo SHUTTLE STAFF, che si occupa dello SHUTTLE SERVICE, compilando lo SHUTTLE LOG, facendo partire lo SHUTTLE BUS!!e nonostante la costante e noiosa presenza della parola SHUTTLE, LORO non vanno sulla luna, ma credimi, caro lettore, è da lì che, sorridendo, ti stanno guardando….

GRAZIE A VOI, sono riuscito ad essere AFFAMATO….
GRAZIE A VOI, sono riuscito ad essere FOLLE…..
GRAZIE A VOI….SEMPLICEMENTE…..SINCERAMENTE

SIPARIO

In sottofondo, mentre mi affido a queste pagine, una canzone di Jackson Browne(the load out and stay – long version)….d’ora in poi, l’ascolterò più spesso!!!


martedì 9 ottobre 2012

UNA VOLTA TANTO, IL TITOLO AGGIUNGETELO VOI....




Donne trattate come animali da riproduzione….bambini rapiti dalle loro famiglie d’origine….. soldati a cui veniva chiesto di proliferare nei territori occupati…..razza pura da procreare…..
Questo tipo di argomenti – e non solo  – mi hanno tenuto incollato ieri sera davanti alla tv, in un lunedì in cui non c’era molto da fare, non c’era la solita voglia di far scattare la birra accompagnata da cicchetto di chiusura e chiacchiera di accompagnamento; in un lunedì in cui, come in tanti altri giorni della settimana, la proposta televisiva appariva scialba e senza senso(ma questo dipende quasi sempre dai miei complicatissimi e personalissimi gusti, condivisi da pochi, e derisi dai più); in un lunedì in cui, l’unica posizione che vuoi assumere dopo una giornata a girare di qua e di là è quella del 4 di spade(e non si offenda il mio alter ego), perché gli acciacchi si fanno sentire – tutti nessuno escluso – e i piedi fumano!!!!
E allora come dopo cena ti fai rapire dalla visione di questo documentario, che parla dei c.d. “figli della vergogna”, dei Lebensborn e dei progetti di quel pazzo rincoglionito di Himmler!!!
I Lebensborn sono l’altra faccia del progetto di pulizia razziale studiato da Hitler e dalla sua banda di maniaci prima, durante e dopo il conflitto bellico!!!è il lato B del piano di creazione della razza ariana purissima, che prevedeva, come lato A, l’eliminazione dei soggetti impuri, indegni e non sani (che fossero ebrei, zingari, omosessuali, menomati mentali o persone affette da turbe psichiche o da difficoltà di deambulazione poco importa), con l’uso di camere a gas, lager, ospedali psichiatrici che molto si avvicinavano ai lager di cui sopra; per ogni soggetto eliminato o da eliminare, ne doveva essere messo al mondo un altro, bello, sano, e soprattutto tedesco!!!o, se non altro, si dovevano individuare tutti quei bambini che avessero queste caratteristiche, e sottrarli alle famiglie di appartenenza quando ancora erano piccoli, alcuni addirittura in fasce!!!
Ecco perché Himmler, uno degli artefici del piano criminale di cui Vi sto parlando e braccio destro del fuhrer, incoraggiava i soldati tedeschi – in particolare gli appartenenti alle SS – ad accoppiarsi nel vero senso della parola con le donne dei territori occupati dall’esercito, ingravidarle,e segnalarle alle autorità di competenza, per farle trasferire in queste cliniche, dove venivano seguite e curate fino al parto finale, dando alla luce il tedesco del futuro, quello su cui la nazione germanica doveva fondare il suo impero dopo la Seconda Guerra Mondiale, convinti, gli uomini del terzo reich, di vincerla a mani basse(gli ha detto male a baffetto)!!!
2.000, 8.000, 9.000, non si sa di preciso quante sono state le donne rimaste incinta, i bambini nati e partoriti nelle cliniche, e in quante e quali nazioni l’intento criminoso è stato iniziato e portato a termine; si sa che Norvegia, Ucraina, Francia, Belgio, Polonia, Olanda, hanno pagato dazio, versando questa tassa sessuale agli uomini tedeschi, o vedendo i loro piccoli rapiti perché corrispondevano ai parametri che Himmler richiedeva per il popolo tedesco e la sua grandezza!!!
Ma, sfortunatamente per i nazisti, la guerra è andata in un’altra direzione : l’impero tedesco è crollato a suon di bombe, il progetto di uomo perfetto s’è arenato per motivi bellici, e, ahimè, altri tipi di folli comportamenti sono stati posti in essere dopo la resa della Germania, perché alla vergona non c’è mai fine, e alla cattiveria dell’essere umano, neppure….
La domanda era : cosa fare dei figli della guerra partoriti nell’ambito del progetto Lebensborn??? E delle loro madri???....le nazioni di appartenenza non li volevano, né i primi, né le seconde….le donne, venivano rasate a zero dalla popolazione, in modo da essere riconosciute da tutti, come un marchio da portarsi sempre dietro, per aver “collaborato” con il nemico e l’esercito di occupazione (passatemi le doverose virgolette), simbolo di vergogna e impurità, come un qualcosa da eliminare, o per lo meno da tenere ai margini della società!!!(e così fu)….
La fine dei bimbi, invece, era legata a doppio mandato dal rapporto che avevano con la dea bendata!! I più fortunati, venivano adottati da famiglie di buon cuore disposte a capire e soprattutto ad accettare la situazione incresciosa; altri venivano abbandonati per strada; altri ancora finivano nei manicomi o negli orfanotrofi, e ti andava di lusso!!!cazzo….erano solo bambini!!!!
L’idea fu allora quella di offrirli in dono ad alcune nazioni, come premio per aver combattuto e vinto il nemico nazista…..li offrirono all’Inghilterra, che rifiutò!!!alla Svezia, che rifiutò!!!all’ Australia, che ovviamente rifiutò!!!cazzo…..erano solo bambini!!!!
Molti di loro, scappati all’estero per chi sa quale disegno del fato, una volta cresciuti hanno iniziato a tornare, per gridare al mondo ciò che avevano passato, per farsi risarcire del torto subìto, per esclamare “Cazzo,eravamo solo bambini,che male potevamo fare???”, cercando di far capire a tutti che erano vittime, e non virus da allontanare perché contagiosi, o pericolosi….portando avanti una lotta anche per quelli che non potevano più difendersi, o perché deceduti, o perché ancora oggi rinchiusi nelle case di cura, dichiarati non capaci di intendere e di volere a causa del sangue misto che scorreva nelle loro vene!!!....
Storie come questa mi hanno confermato una volta di più che la guerra non fa sconti, perché non ci sono né vincitori né vinti, ma solo vinti, vittime incolpevoli di conflitti non voluti, ma subìti in toto, il cui prezzo viene pagato amaramente anche negli anni a venire, perché la guerra lascia cicatrici, che non si rimarginano mai!!!e dalla storia, nel corso degli anni, non siamo riusciti mai ad imparare nulla….
E’ stata dura scrivere questo post, raccontarVi ciò che ieri ho sentito in tv e che in parte già sapevo, documentarmi sugli argomenti trattati, sempre molto delicati e mai banali, cercando di non scivolare nel ridicolo, nel già scritto, nel già detto, nel sentimentale, rimanendo lucido e distaccato, per non far torto a nessuno, soprattutto alle persone coinvolte in tutto questo!!!ecco perché,forse, e sottolineo forse, la prossima volta uscirò a farmi una birra, una chiacchiera, un cicchetto, perché, ammettiamolo, è più facile girarsi dall’altra parte,e far finta di niente!!!ed ecco perché, una volta tanto, il titolo a questo post, trovatelo Voi!!!partendo dal presupposto che, ahimè, erano solo bambini!!!!

SIATE AFFAMATI…..SIATE FOLLI….

LORO CI HANNO GIA’ PROVATO…..


martedì 2 ottobre 2012

ABBIAMO BISOGNO DI MOLTE UOVA,PER IMPARARE A CAMMINARE....





I rapporti interpersonali…..questi sconosciuti,mi verrebbe da aggiungere!!!!
Che siano d’amicizia, d’amore, di affetto, di reciproca stima, non ha molta importanza, e hanno tutti o quasi un unico comun denominatore:non sono facili, per niente!!!
Hanno scritto canzoni – più o mene belle - , romanzi – più o meno famosi - ,saggi – più o meno comprensibili, ma non ci abbiamo capito poi molto!!!allora perché, dove hanno fallito queste meravigliose ed eccelse teste pensanti, dovrei riuscire io???
E infatti non sono qui per riuscire, o per scrivere un vademecum su come vanno gestiti, dettando regole assurde e poco applicabili….facendo, alla fine, figuracce pubbliche che andrebbero sempre evitate, soprattutto per il proprio amor proprio, e scusate il gioco di parole!!!
Sono qui per fare una chiacchiera con me stesso, come spesso mi capita, e con i miei 2 alter ego da carte napoletane(il 4 di spade e l’8 di coppe,per chi ancora non li conoscesse, e sono in tanti), che mi accompagnano nella stesura di ogni singolo post scritto qui su queste pagine, commentando ogni singolo rigo, ogni singolo concetto, e commentandolo negativamente, ovviamente…..e perché, una volta tanto, oggi è uno di quei pomeriggi in cui non ho un kazzo da fare(incrociate le dita per me), e il tran tran quotidiano mi lascia libero di mettermi seduto a scrivere due cavolate, senza fretta, senza frenesìa, senza che altro mi risucchi o mi assorba facendo, per l’appunto, dell’altro(ancora con stì giochi di parole!!!)….
Che cos’è l’amicizia????che cos’è l’amore???che cos’è la stima,o l’affetto????no Vi prego non chiedetelo a me….non so come nascono, non so perché si sviluppano, non so perché crescono, e alcune volte so perché finiscono!!!
Ci chiediamo, spesso, quasi sempre, o sempre, come comportarci, in tutte le situazioni che ci piombano addosso, che ce le siamo scelte oppure no, cercando risposte che alcune volte non troviamo, perché magari sono sbagliate le domande, o più semplicemente perché di risposte , ahinoi, non ce ne sono, almeno nell’immediato; e nel giochino del botta e risposta con noi stessi, tentiamo faticosamente di non scendere a patti con i nostri princìpi,e in caso contrario ci mettiamo lì a cercare tutte quelle giustificazioni che dovrebbero aiutarci a stare meglio, come dei paracaduti ipotetici aperti per non farci male, sperando di non saltare nel vuoto, senza pensare, forse, che nel vuoto siamo già saltati!!!
“Per me o è bianco o è nero!!!”, ho sentito più volte esclamare da chi mi stava attorno, ed io non faccio eccezione, pensando che in quell’occasione fosse l’unica scelta, quella dell’aut aut, da capire se dato ad altre persone, o piuttosto a noi stessi; azzeccando, il più delle volte, perché quel dentro – fuori è stato utile per sopravvivere….o sbagliando, in altre occasioni, perché avremmo dovuto vedere le sfumature di grigio(o di altro colore,è uguale), che in quel preciso istante non coglievamo, ma che erano fondamentali per risolvere o per lo meno affievolire la situazione!!!
Ci siamo chiesti cosa, quando o perché, quando non dovevamo, o nei tempi e nei momenti sbagliati, che è un classico, aggiungerei io, forse per nasconderci, forse perché la domanda giusta al momento giusto era troppo dura da fare,e la risposta troppo impegnativa da ascoltare, non accettando che, in fondo, siamo esseri umani, e va bene così!!!
Ma, in questo marasma di situazioni e sensazioni, c’è una cosa che ho capito in 37 anni e mezzo di dis – onorata carriera su questo pianeta:tutti i rapporti che nascono – tutti, nessuno escluso – devono avere la lealtà come rampa di lancio!!!se non c’è questo presupposto, è inutile farli decollare…..
E’ un rischio, è vero, essere leali oggigiorno con chi ti sta di fronte,perché significa mettersi a nudo, farsi conoscere, far entrare qualcuno nel nostro piccolo mondo,e poi decidere, cammin facendo, se farcelo restare oppure no; perché significa, anche, dare quella parità al rapporto che ci deve essere, al di là di ogni ragionevole dubbio, se mi passate la frase televisivo – processuale, altrimenti niente vale la pena di essere costruito, perché al tutto ci si pensa in 2, o in 3, o anche di più, se la questione riguarda più persone!!!mi ricordo sempre di ciò che mi disse una mia amica anni fa, affrontando proprio questo spinoso argomento:”Ricorda Felix….in tutti i rapporti che instauri, di ogni tipo, è bello dare senza chiedere cosa si riceve!!ma è anche bello, talvolta, ricevere senza chiedere e senza dare!!per cui se dai 80, e nulla ti torna indietro, MAI, allora conserva quell’80 per qualcos’altro!!!se non c’è parità, di nessun tipo, la pagina va girata!!!”….e difatti, dopo tanti anni, è ancora una mia amica….
In molti non saranno d’accordo con questo modo di agire, con questa disamina, lucida il giusto, impietosa a seconda dei casi, e all’apparenza(ma solo all’apparenza)superificiale…..ma secondo me è la promessa più sana che una persona possa fare a chi ci sta di fronte, nella speranza che chi ci sta di fronte non ne approfitti(speranza talvolta vana),o abbia l’accortezza di chiedersi il perché della promessa in questione!!!spesso non succede…ed è in casi come questi che la pagina va, per l’appunto, girata!!!
Traendo forza ed esperienza dai nostri errori, mettendo un piede dietro l’altro, giorno dopo giorno, ora dopo ora, e settimana per settimana(si si lo so che le ore dovrebbero venire prima dei giorni,ma non rompete…..’azzo), tentando di tenere collegati i neuroni, per chi – e non sono io – ne ha ancora di funzionanti, beato lui o lei, sapendo di poter fare scelte sbagliate, ma di prendersi anche la responsabilità di quelle scelte, perché gli adulti fanno così, perché è così che funziona, senza pensare e chiederci se gli stessi criteri valgono anche per gli altri, perché sarebbe una perdita di tempo!!!
Non c’è un libretto delle istruzioni, un codice a barre da utilizzare, dei comandamenti da seguire…
Bisogna camminare sulle uova, sperando di romperne il meno possibile, perché di non romperle è più o meno impossibile(è l’ultimo gioco di parole che faccio…lo giuro!!!)….
Woody Allen, alla fine di uno dei suoi film più famosi(Io e Annie, n.d.a.),disse dei rapporti uomo – donna :

… E io pensai a… quella vecchia barzelletta, sapete… Quella dove uno va da uno psichiatra e dice: "Dottore,mio fratello è pazzo,crede di essere una gallina!!", e il dottore gli dice: "perchè non lo ricovera?", e quello risponde: "e poi a me le uova chi me le fa?". Be', credo che corrisponda molto a quello che penso io dei rapporti uomo-donna. E cioè che sono assolutamente irrazionali, ehm... e pazzi. E assurdi, e...Ma credo che continuino perchè la maggior parte di noi ha bisogno di uova!!"

Ecco….ora applicate tutto questo ad ogni singolo rapporto interpersonale…..e se alla fine Vi renderete conto che avete ancora bisogno di “uova”, allora vorrà dire che siete sulla strada giusta, per imparare a camminare…..


SIATE AFFAMATI.....SIATE FOLLI.....

UN KAPOSTIPITE OVICOLTORE